Catalogue number e nome label: a cosa servono e come sceglierli
Quando carichi una release su un distributore, ti vengono chiesti due campi che molti artisti ignorano o compilano a caso: il nome della label e il catalog number (numero di catalogo). Non sono obbligatori in senso tecnico, ma hanno un impatto reale sul modo in cui appare la tua discografia sugli store.
Cos'è il nome della label
Il nome dell'etichetta è il soggetto che pubblica la release. Appare nei metadati degli store e in alcuni DSP viene mostrato pubblicamente (es. Apple Music lo visualizza nella scheda del brano).
Se sei un artista indipendente senza una vera etichetta, hai tre opzioni:
Opzione 1 - Usare il nome artista
Molti artisti indipendenti usano semplicemente il loro nome come "label". Es: "Marco Rossi" come label per le release di Marco Rossi. È semplice, coerente, e non crea confusione.
Opzione 2 - Creare un imprint/nome label personale
Un imprint è un nome editoriale che usi per pubblicare le tue release. Non richiede una registrazione legale formale per usarlo nei metadati (anche se la registrazione è consigliata se diventa un brand serio). Esempi:
- "Notte Fonda Records"
- "Studio 23 Music"
- "Independent Artist Publishing"
Il vantaggio: crea una brand identity più professionale e scalabile se un giorno pubblichi anche altri artisti.
Opzione 3 - Lasciare vuoto o usare generic
Alcuni distributori permettono di lasciare il campo vuoto oppure usano un nome di default. Non è l'opzione migliore: meglio avere qualcosa di tuo.
Cos'è il catalog number
Il numero di catalogo è un codice identificativo interno che l'etichetta (o tu come artista indipendente) assegna a ogni release per tenere traccia del proprio catalogo.
Formato tipico
Non esiste un formato universale obbligatorio, ma la convenzione più diffusa è:
SIGLA-ANNO-NUMERO
Esempi:
NF-2026-001(prima release del 2026 per "Notte Fonda")MR25-01(prima release 2025 di Marco Rossi)LSND2026001(LightSound, 2026, release 001)
A cosa serve concretamente il catalog number
Per la gestione interna: se hai più release, i catalog number ti permettono di tenere un catalogo ordinato. Sai immediatamente che "NF-2026-003" è la terza release del 2026, senza doverla cercare per titolo nei database.
Per la sincronizzazione e licensing: quando un supervisor di musica o un direttore creativo richiede formalmente i diritti su un brano, il catalog number lo identifica in modo univoco nei documenti contrattuali.
Per i sistemi delle collecting society: alcune collecting (inclusa SIAE) usano o accettano i catalog number per identificare le opere nel repertorio.
Per la professionalità: avere catalog number coerenti è un segnale di un catalogo gestito con metodo, rilevante se collabori con partner, media o booker.
Quando non servono
Per un artista all'inizio con poche release e nessuna attività di licensing o media attiva, il catalog number può sembrare superfluo. Ed è vero: non è il campo più urgente.
Ma è una di quelle cose che, se inizi bene dall'inizio, poi non devi recuperare a ritroso su decine di release.
Come scegliere il nome label
I criteri principali:
- Coerenza con il tuo brand: il nome label dovrebbe essere riconoscibile e coerente con il progetto artistico o con la tua identità
- Unicità: prima di usarlo, verifica che non esista già un'etichetta con lo stesso nome (una ricerca su Spotify, Discogs e Google basta)
- Scalabilità: se pensi di pubblicare altri artisti in futuro, scegli un nome che abbia senso anche senza "Marco Rossi" nel titolo
- Semplicità: un nome corto e memorabile è sempre meglio di qualcosa di lungo e complicato
Campi correlati: C-Line e P-Line
Il nome label si collega direttamente alle P-Line e C-Line della release:
- P-Line: "℗ 2026 [Nome Label o Nome Artista]"
- C-Line: "© 2026 [Nome Label o Nome Artista]"
Usa lo stesso nome in modo coerente in tutte e tre le occorrenze per un catalogo pulito e professionale.